lunedì 13 febbraio 2023

 

PERCHE' CON I SOLDI DEL PNRR IL COMUNE DI PIEVE DI CADORE NON RIATTIVA IL SERVIZIO DI BUS CON POZZALE, SOTTOCASTELLO E NEBBIU': 


La stampa bellunese in questi giorni è piena di recriminazioni verso i giovani che sono iscritti all’AIRE ed emigrano nelle altre regioni italiane e negli stati esteri perché non trovano delle soluzioni occupazionali che consentano di trovare la loro strada e mettere su una famiglia regolare proiettata al futuro. Un esempio esistente oramai da anni, è dato dal paese di Nebbiù, frazione di Pieve di Cadore. Come Nebbiù ci sono decine di paesi che vedono scappare i giovani, ma al loro interno e dall’amministrazione comunale nulla viene fatto per fermare l’esodo e invertire il trend negativo. Nebbiù di Cadore, fino a pochi anni fa era una delle località preferite da turisti di tutto il mondo, compresi molti industriali veneti che avevano acquistata una loro casa per le vacanze. Era anche conosciuto come il luogo dove gli emigranti in pensione potevano tornare per trascorrere in pace gli ultimi anni della loro vita. C’erano tre Osterie; il negozio di generi alimentari; il tabaccaio; l’edicola; un Bazar, una pensioncina, il tutto collegato con la statale di Alemagna con un servizio di Bus soddisfacente. Consentiva una vita lavorativa tranquilla a oltre 15 persone: un lavoro che oggi non c’è più perché l’Amministrazione Comunale ha deciso di interrompere il servizio di autobus sia a Nebbiù, che a Pozzale e a Sottocastello. Isolando in questo modo le tre frazioni dal contesto pievese. Oggi tutti i posti che esistevano nei tre paesi sono scomparsi o non sono più remunerativi. Per Nebbiù, l’ultima speranza di una sua rinascita sta nel
vecchio bar della Cooperativa “La Nebludense” funzionante dal 1952 nella Casa della Regola, che sta per essere riaperto. E’ chiuso dal 30 giugno del 2018 e in quel momento era l’unico posto di lavoro.


La riapertura è stata preannunciata dalla stessa
Regola di Nebbiù, proprietaria dei locali che aveva sempre messo a disposizione e che sin dal 1952 avevano sempre ospitato l'esercizio. Quando è nata, l’osteria era parte della Cooperativa di Consumo “La Nebludense”, ubicata nel fabbricato della Famiglia De Maso sin dal momento della sua costituzione avvenuta nel 1921. In precedenza un’attività simile era nata per assistere la popolazone di Nebbiù ancora nel 1891, sempre sotto forma di Cooperativa, fornendo i generi alimentari indispensabili per la vita dei “Nebludensi”, compreso il pane che veniva acquistato nel panificio di Pieve. Le vendite avvenivano spesso a credito perché molti abitanti erano emigrati negli USA e nelle altre Americhe. Il primo negozio Cooperativo visse fino al 1917, quando in paese arrivarono gli austriaci dopo Caporetto. Il bar- osteria era anche una rivendita di generi di monopolio, la numero 5, ben visibile da tutti perché inciso su una tabella che è sempre stata esposta- come previsto dalla legge- all’esterno della struttura. Oggi quella tabella con il numero identicativo è conservata all’interno dell’ Osteria, appesa al muro come un quadretto per ricordare un tempo di grande coesione della popolazione e quasi sconosciuto alla maggioranza dei clienti odierni del locale.

PERCHE’ L’OSTERIA IL FOLLETTO E’ FONDAMENTALE NON SOLO PER IL PAESE DI NEBBIU’.

L'osteria era stata chiusa il 30 giugno 2018. Molto il  rammarico da parte dei residenti della frazione e anche dei numerosi turisti che frequentano la piccola frazione del Comune di Pieve. Anche se la riapertura non è stata ancora ufficializzata perché mancano i collegamenti della Lottomatica per i pagamenti di bollette e imposte, l'intero paese ha applaudito all'iniziativa e segue con attenzione i lavori di sistemazione per renderla sempre più accogliente. La soddisfazione maggiore l'ha manifestata il marigo della Regola di Nebbiù, Francesco Costella, secondo il quale è stato raggiunto un primo obiettivo per la rinascita del paese.
“ L'Osteria, infatti, è vista come un luogo di incontro e confronto, un'occasione per stare assieme condividendo attese ed aspettative. Per questo motivo, sottolinea 
Francesco Costella, la Regola si è fatta promotrice e ci crede fermamente. Questo perché al di là dell'esercizio commerciale, è un luogo di servizio per la gente non solo di Nebbiù, ma anche dei turisti e degli abitanti della vicina Valle”. Si parla spesso del calo demografico che sta penalizzando i paesi di montagna, sempre più isolati e dove le amministrazioni comunali tolgono i mezzi di trasporto, lasciando solo in parte quelli legati alla scuola, anche a quella dell’infanzia. Purtroppo per rendersi conto di questi disservizi- che spesso si tramutano in tragedie- è necessario viverci. Già perché  nelle piccole realtà della periferia montana e nei paesi come Nebbiù, è sempre più difficile garantire i servizi. La prolungata chiusura dell’osteria, aveva aggiunto un ulteriore tassello al mosaico dello spopolamento della frazione di Nebbiù, che tra l’altro non è nemmeno piccola, avendo una popolazione di circa 450 abitanti ( 250 nella parte alta e il resto nelle case a sud della Casa Alpina Mari). Molti di più di altri comuni come Zoppè, Selva di Cadore, Perarolo, Ospitale di Cadore, paesi del Comelico. C’è anche e un’azienda importante come la Galvalux. Inoltre è un apprezzato centro turistico: vedi la presenza di molte case di proprietà di industriali e di imprenditori importanti e di una struttura come la Casa Alpina Bruno e Paola Mari che nei mesi di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre ospita oltre 600 tra turisti e addetti. Costoro se non hanno un’auto propria possono gustare solo a metà la vacanza perché rimangono bloccati nella struttura a causa della mancanza del Bus. Questa massa di turisti e di cittadini, pur essendo ansiosi di farlo, non sono, infatti, in grado di seguire le manifestazioni culturali e sportive, comprese quelle programmate dalla Fondazione Tiziano Vecellio, dalla Magnifica Comunità di Cadore e dagli altri enti turistici, condannando il lavoro degli organizzatori culturali a dei fallimenti per l’esiguo numero di partecipanti alle manifestazioni. Manca, inoltre, anche la cassetta per imbucare la corrispondenza, come non esiste la possibilità di pagare una bolletta o caricare il telefonino. Per farlo è necessario scendere a Tai oppure all’Albergo Bel Sit di Valle a piedi perché l’autobus, dopo la soppressione del servizio gestito dal Comune di Pieve quando non c’è il servizio scolastico e per l’intera estate, non arriva e il paese è così completamente isolato. E’ un problema anche economico perché l’assenza del servizio di autobus ha provocato il calo dei valori immobiliari dei fabbricati di Nebbiù di circa un terzo. Per questo molte speranze erano attese dalla legge dei <piccoli centri> approvata dal Parlamento nel settembre 2017, ma che pur pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 2 novembre dello stesso anno, non è mai entrata in vigore. Oggi la possibilità di riattivare il servizio di autobus nelle frazioni esiste: sarebbe sufficiente che con il denaro dell’Europa, conosciuto come PNRR, invece che impiegarlo in opere che non portano posti di lavoro ma solo visibilità per gli amministratori, venissero ripristinati i collegamenti del Bus con Pozzale, Sottocastello e Nebbiù che sono le vere arterie dello sviluppo. Il nuovo gestore è un giovane del posto: Luca De March, un giovane intraprendente che senza tanti clamori sta organizzando al meglio l'attività allo scopo di arrivare al più presto all'inaugurazione in grande dell'attività. L'idea del nuovo gestore è di farla diventare una leva per rivitalizzare il paese e un punto di riferimento sociale ma anche un sito attrezzato per erogare dei piccoli servizi di cui ha bisogno la comunità. Un luogo dove ci si ritrova, al di là del caffè, del calice di prosecco o durante l’inverno una bevanda calda, per parlare, leggere i giornali, commentare e anche per esporre i bisogni personali o dell'anziano vicino di casa, com'è stata per molti anni nel passato. Spetterà dunque a Luca De March – che intanto ha cambiato il nome del locale in “Osteria il Folletto”- proporre iniziative e attività capaci di richiamare l'attenzione dell'intero Cadore e dei turisti. VITTORE DORO









venerdì 18 novembre 2022

 


12 novembre Vico Calabrò a  Valle di Cadore

VALLE DI CADORE

Perché la mostra di San Martino a Valle? “ Mi hanno chiesto di fare qualcosa a Valle per San Martino. Tempo fa avevo promesso una mostra per San Martino. Così l'ho portata. Considerato che l'avevo già pronta, ho portato a Valle i cartoni e i progetti delle vetrate che ho realizzaate su commissione delll'allora direttore generale dell'ospedale di San Martino di Belluno, Lino del Favero, che è di Valle. Le 8 formelle esposte sono state realizzate in vetrofusione e grisaglia dal laboratorio delle Fusine di Malo. Sono state inaugurate il 10 novembre 2001 con la presentazione di Gabriele Carniel. La vetrata è composta da 16 episodi della vita di San Martino. A Valle sono state esposte: 1la nascita di San Martino a Sabaria, in Pannonia. 2 La conversione della madre l'ostinato padre che rimane pagano. 3 Nel 360 Viene ordinato sacerdote ad Amiens. 4 Poiché i cristiani di Tours lo cercano per nominarlo vescovo, si rifugia nel bosco ma le oche guidano i fedeli al nascondiglio.5 Il vescovo Martino fonda a Marmoutier un centro di formazione clericale. 6 Alcuni suoi miracoli come la resurrezione di un bambino, calma le acque del mare e atri. 7 Muore l8 novembre 397 a Candes su un letto di cenere mentre cantano gli uccelli. 8 Tra le città di Candes e Tour scoppia un diverbio per avere la sepoltura del vescovo. Gli abitanti di Tour rubano la sua salma e lo gettano nella Loira da una finestra perché il fiume la trasporti. Le esequie si ebbero l' 11 novembre. Alla mostra di Valle oltre alle opere di Vico sono esposti anche i lavori dei ragazzi, come descritto nel pezzo che ti ho mandato ieri. VITTORE


12 NOVEMBRE SAN MARTINO


Inaugurata da Vico Calabrò, ieri a Valle di Cadore, la mostra che racconta la storia di San Martino attraverso i bozzetti dei vetri che sono stati realizzati per la vetrata dell'ospedale San Martino di Belluno . Valle e Vigo di Cadore, come Belluno, venerdì 11 ha festeggiato la figura di San Martino. Oltre alla celebrazione religiosa, la Pro Loco di Valle con la collaborazione dell'amministrazione comunale, ha organizzato dello spazio del polifunzionale un mercatino di prodotti locali e grazie alla presenza del pittore Vico Calabrò, un laboratorio al quale hanno partecipato un gruppo di bambini del paese. “E' stata una esperienza straordinaria, ha affermato l'artista,”perché un'esperienza di questo tipo di solito si esaurisce in una quarantina di minuti, dopo di che l'attenzione cala e bisogna smettere. Invece, con questi bambini il laboratorio è durato oltre 3 ore, perché abbiamo lavorato con una tecnica pittorica nuova, utilizzando <tempera al latte> una tecnica innovativa che ci ha consentito di realizzare le opere esposte alla Pro Loco a completamente di quelle che ho portato da Belluno e che sono i cartoni e i progetti delle vetrate realizzate all'Ospedale San Martino di Belluno, volute da Angelo Lino Del Favero quand'era direttore della Ulss. Considerato che lui è originario di Valle, ho pensato di portare quei lavori a Valle – dove si festeggia San Martino-con lo scopo di valorizzare e far conoscere quelle opere e ispirare il lavoro dei bambini che hanno partecipato al laboratorio di venerdì. Così”,ha aggiunto Calabrò, oggi insieme ai miei cartoni sono esposte anche le opere realizzate dai pittori in erba”. L'inaugurazione della mostra è avvenuta alla presenza non solo di Marianna Hofer sindaco di Valle, della presidente della Pro Loco Patricia Pivirotto, ma anche di Vico Calabrò e della professoressa Simonetta Cini, autrice tra l'altro di un libro sulla storia della chiesa di San Martino oggi introvabile. Erano presenti anche numerose persone di cultura che collaborano con l'associazione. Durante l'intervento della Pivirotto, è emerso che la prossima primvera a Valle ci sarà un'altra novità a sorpresa, sempre da parte di Calabrò. “Trovare a Valle Vico Calabrò”, ha affermato il sindaco Hofer chiudendo la presentazione “è stata una sorpresa quanto mai gradita perché ha valorizzato ancora di più l'importanza della giornata di San Martino, proprio nei giorni che stiamo gioiendo per aver trovata la roccia sulla quale salvare la chiesa a lui dedicata. Devo anche dire” ha aggiunto,” che la saletta della Pro Loco anche se non grande sta diventand sempre più importante grazie al lavoro sia della dirigenza della Pro Loco, sia perchè attorno a essa c'è un gruppo importante di volontari che non posso fare altro che ringraziare perché l'amministrazione non sarebbe in grado di gestire”. VITTORE DORO




 

                                                IL GRAN CAFFE' TIZIANO COM'ERA

PIEVE DI CADORE

Due lettere di cittadini esasperati per la chiusura prolungata del Gran Caffè Tiziano hanno riportato alla luce il problema di questo locale e il danno sociale ed economico che la mancanza delle sue luci da Piazza Tiziano “salotto buono” di Pieve di Cadore stanno creando a tutti i cadorini. Nel fratempo ancora nessuna novità per quanto concerne lo storico locale chiuso ormai dal 9 novembre 2017. Le ultime notizie ufficiali sono ormai quelle pronunciate dal presidente della Magnifica Comunità Renzo Bortolot durante la presentazione del bilancio di previsione per l’esercizio 2021-2023.

La Magnifica Comunità ha tutte le intenzioni di riaprire il Gran Caffè Tiziano”, ha affermato Renzo Bortolot, durante le comunicazioni al termine della discussione sul bilancio di previsione dell’ente per l’esercizio 2021-2023. “Nella situazione attuale”, ha aggiunto, “dopo il bando emesso nel 2019 al quale nessuno ha partecipato e la crisi da Covid che stiamo ancora vivendo, è difficile parlare di riapertura. Devo però confermare la volontà della Magnifica di riaprire il caffè non appena ci saranno le condizioni. In questo periodo, come avete potuto notare anche dal bilancio di previsione per il prossimo triennio, la persistente chiusura del locale rappresenta una ingente perdita per l'ente. Rimane però il fatto che la soluzione di riaprire lo storico Caffè Tiziano, non sarebbe un vantaggio solo per la Magnifica, ma anche per il centro storico di Pieve e per l'intero Cadore”. Il Gran Caffè Tiziano è stato chiuso definitivamente il 9 novembre 2017 a conclusione di una vicenda giudiziaria. In questi anni, a parte il periodo delle feste natalizie del 2019-2020, nelle quali il locale è stato gestito dalla Pro Loco Tiziano, tutti i tentativi sono andati a vuoto e nessuna azienda si è fatta avanti per riaprire l'attività. O meglio, all'inizio del 2019 c'è stata una cordata interessata a riaprire il locale, ma nonostante un accordo quasi raggiunto, tutto è sfumato e nel mesi successivi, quando ormai era palese che non ci sarebbe stata la riapertura, la Magnifica si è vista costretta a pubblicare un bando per la ricerca di un'azienda in grado di gestire la struttura, andato a vuoto. Da allora i locali sono utilizzati solo per eventi culturali. Ma perché il Caffè Tiziano è tanto importante per il Cadore? “Si tratta di un locale storico risalente all’ottocento, tra i più importanti di tutto il Veneto” afferma il presidente Bortolot, “per questo motivo ci prenderemo il tempo necessario per individuare la migliore soluzione. Durante gli scorsi anni, certi di risolvere il problema in tempi celeri, avevamo promosso una manifestazione d’interesse attraverso un apposito bando al quale aveva risposto un solo soggetto. Cercheremo ancora, senza fretta e per questo mi sento di dire che il Gran Caffè Tiziano non riaprirà in tempi celeri. Nel frattempo la Magnifica si impegnerà ad utilizzare quegli spazi per iniziative in grado di coinvolgere la collettività. Siamo consapevoli del fatto che il Gran Caffè Tiziano rappresenti un punto di riferimento per la comunità cadorina, non solo di Pieve, e tale dovrà tornare ad essere dopo questa lunga chiusura, dovuta in parte anche al Covid”. VITTORE DORO





 62. MIG – Mostra Internazionale del Gelato Artigianale



La dolcezza e il sapere artigiano in Fiera a Longarone: torna la Mig, Mostra Internazionale del Gelato: Quattro giorni di esposizione, convegni e concorsi.

Il gelato artigianale si dà appuntamento a Longarone Fiere Dolomiti. Torna il più tradizionale ed atteso evento dedicato esclusivamente al dolce freddo: la Mig - Mostra Internazionale del Gelato - celebra quest’anno l’edizione numero 62 con quattro giornate di fiera (dal 27 al 30 novembre), di cui la prima aperta al pubblico. In fiera saranno presenti oltre 130 marchi aziendali (da 12 regioni italiane e 11 Paesi esteri) con la conferma di leader internazionali in fatto di macchine, attrezzature, semilavorati, materie prime, arredamenti e accessori per la gelateria artigiana. Sul fronte operatori e gelatieri diverse delegazioni da tutta Europa, ma anche da molti altri Paesi. E per gli appassionati (ma anche per i golosi) sarà l’occasione di assaggiare i nuovi gusti proposti dalle Associazioni dei gelatieri, i prodotti che saranno lanciati nei prossimi mesi, o semplicemente il gelato classico, magari preparato con tecniche innovative, green, orientate alla sostenibilità ambientale ed energetica. Sarà proprio questo - l’attenzione all’ambiente e il contrasto al caro-bollette - uno dei temi più caldi della Mig 2022.

LE NOVITÀ

Non mancheranno le novità negli spazi espositivi di Longarone. Come l’ingresso a Mig della granita, “cugina" del gelato artigianale. L’area “Arcipelago Sicilia” proporrà le granite tipiche dell’isola, oltre a sensibilizzare sul climate change che sta portando il gelato di ghiaccio a latitudini finora mai esplorate. E poi, spazio al gelato terapeutico e officinale, con Maurizio Valguarnera, famoso ice-chef vegan palermitano.

LA TRADIZIONE

Grande spazio anche agli appuntamenti consolidati della Mig. Dalla Coppa d’Oro al concorso “Gelato a due”(in cui uno chef e un mastro gelatiere propongono un piatto e un dessert a base di gelato), dal premio Mastri Gelatieri allo stand di pasticceria e cioccolateria di Confartigianato, che proporrà ancora una volta numerose dimostrazioni e il concorso “Una Pralina in Gelateria”.

IL PROGRAMMA

Insomma, una Mig ricca e golosa. L’inaugurazione si terrà domenica 27 novembre alle 11.30. Per il taglio del nastro sarà presente anche il governatore del Veneto Luca Zaia. E proprio il Veneto avrà uno stand tutto suo, in cui sarà proposto il gelato insieme ai prodotti tipici, con le eccellenze regionali. Il programma nel dettaglio su www.mostradelgelato.com. VITTORE DORO

Longarone, 18 novembre 2022



giovedì 17 novembre 2022


 

PIEVE DI CADORE

ASPIRANTI CITTADINI, ASPIRANTI REPORTER”

Avvio delle attività didattico laboratoriale del progetto “Aspiranti cittadini, aspiranti reporter” sostenuto dal contributo della Fondazione Cariverona.

La Magnifica Comunità di Cadore, ente capofila di una rete di soggetti pubblici e privati, ha presentato un progetto per gli studenti delle scuole superiori del Cadore un percorso informativo, didattico ed esperienziale atto alla comprensione dell'ambiente locale a valere sul Bando Format 2022, indetto la scorsa primavera dalla Fondazione Cariverona per azioni che possano articolarsi in esperienze laboratoriali, percorsi di citizen science, ciclo di seminari ed eventi di discussione, confronto e in ogni altra tipologia di azione coerente con le finalità di sensibilizzazione.

Il progetto vede coinvolti sei istituti superiori del Cadore, chiamati a lavorare in gruppo per l’approfondimento della tematica ambientale. Hanno aderito circa una cinquantina di studenti che sono chiamati ad essere ambasciatori della sostenibilità ambientale e ad affrontare un’unica sfida che trasferirà loro conoscenze e competenze.

Le azioni nel dettaglio prevedono l’analisi storico territoriale e ambientale del Cadore con dei puntuali riferimenti al contesto alpino curati attraverso delle lezioni frontali di Matteo da Deppo; la formazione esperienziale dei ragazzi gestito da Metalogos; un laboratorio di sociologia visuale coordinato dalla Cooperativa Lassù e le visite presso delle ditte specializzate nelle attività di riciclo.

E’ con soddisfazione – afferma il Presidente Bortolot – che abbiamo ripreso l’attività didattica nelle scuole del Cadore, interrotta nel 2020 a causa della pandemia Covid 19. È sempre stato un nostro obiettivo perseguito negli anni, che ci ha portato a realizzare varie attività di approfondimento storico, archeologico, artistico e ora ambientale per poter trasmettere agli studenti di ogni ordine e grado delle competenze specifiche sul territorio cadorino”.


martedì 15 novembre 2022

 


CALALZO di CADORE. 

Domenica 6 Novembre 2022, l’Arca (Associazione ricreativa culturale anziani) di Calalzo compirà gli anni. Trent’anni di attività intensa, che ha interessato quasi oltre un migliaio di persone, non solo di Calalzo. Era il 1992 quando il sodalizio si è costituito e ha tenuto la sua prima assemblea La formalizzazione dello statuto si è però avuta solo nel 1993, ed è per questo che domenica i soci festeggeranno con una S. Messa dedicata ai soci defunti che sarà celebrata dal parroco don Simone Ballis nella chiesa di San Biagio. L’appuntamento è per le 9,30 nella parrocchiale. Al termine della funzione (alle ore 11), dal sagrato della chiesa partirà un pullman che porterà i soci a Jesolo, dove la presidenza ha organizzato un pranzo a base di pesce. I soci e i simpatizzanti dell’associazione che intendono partecipare alla festa e alla gita a Jesolo, sono invitati a iscriversi telefonando per tempo ai numeri 3939315767 oppure allo 3519357827. Il rientro a Calalzo è previsto alle ore 16. “Sono stati anni intensi”, racconta il presidente Mario Giacobbi,” nel corso dei quali l’Arca ha organizzato e organizza ancora oggi, di tutto: dalle feste di compleanno per i soci, alle gite anche impegnative, feste da ballo, tornei di biliardo, altri giochi e molte altre cose ancora. Grazie ad una partecipazione sempre molto numerosa abbiamo organizzato anche degli spettacoli teatrali che sono stati messi in scena nella vecchia sede di Calalzo. Dal momento della fondazione, per statuto, all’Arca potevano iscriversi solo pensionati. Da alcuni anni, da quando il sodalizio si è affiliato all’Aics di Belluno, lo statuto è cambiato ed ora non esiste limite di età. È un fatto positivo, perché il gruppo originario è invecchiato e non ha più la spinta propositiva dei primi anni. In qualche momento l’attività si limita a quella posibile in sede. Oltre al gruppo di soci calaltini, senz’altro il più consistente, continua Mario Giacobbi, oggi possiamo contare su numerosi iscritti provenienti dai paesi circostanti: Pieve, Domegge, Vallesella, Tai, Cibiana, Nebbiù e Lozzo”. VITTORE DORO

venerdì 4 novembre 2022


                   



ARREDAMONT 22 UN SUCCESSO


 Dopo il successo dei giorni scorsi della 44. Arredamont, la Mostra nazionale dell’arredare in

montagna, si prepara per uno strepitoso secondo weekend. Tra meravigliosi stand e ospiti

d’eccezione, non mancano gli approfondimenti tecnici. Iniziata lo scorso 29 ottobre, la storica

fiera bellunese è in programma fino al 6 novembre.

Ben al di sopra delle aspettative i primi giorni della 44a edizione di Arredamont dimostrando un

eccezionale trend positivo. Ancora per domani, venerdì 4 novembre, è prevista l’apertura feriale

dalle 14.00 alle 19.00, mentre per sabato e domenica si torna dalle 10.00 alle 19.00.

Oltre 10.000 i visitatori arrivati da tutta Italia e dall’estero che hanno potuto ammirare gli splendidi

allestimenti di questa Mostra nazionale dell’arredare in montagna. Ambienti e arredi che sanno

trasmettere il calore del legno, nuovo e vecchio, che interpretano in modo raffinato lo stile alpino,

ma che sanno anche interpretare e adattarsi ad un contesto moderno.

Continuano poi le dimostrazioni e gli approfondimenti negli stand. Dalla Consociazione Italiana

Tappezzieri Arredatori con eventi che vanno dalle tinture naturali alle antiche tecniche di

decorazione con Ennia Visentin, piuttosto che le arti applicate con la direttrice creativa del Fondo

Plastico e di Seta, Federica Preto. Con drappi ed arazzi, poltrone e sedute che incantano più che

mai. E passeggiando per le corsie della fiera capita di essere attratti, quasi catturati, dai ritmici

rintocchi dei colpi di martello e sgubia dei mascherai alpini che colpo dopo colpo danno alla luce

dei veri e propri capolavori.

Ma la casa e il viverci bene è fatto di tanti aspetti, anche dell’aria che vi respiriamo. Su questo ha

voluto regalarci qualche informazione importante Il Fabbro di Feltre con un convegno che si terrà

venerdì alle 15.00 nel centro congressi dal titolo “L&#39;importanza della qualità e salubrità dell'aria

negli ambienti indoor”. Con l’intervento di Riccardo Corazza della ditta Alpac, si parlerà del ruolo

fondamentale della ventilazione meccanica in fase di progettazione o riqualificazione di un edificio. Un convegno dall’alto valore formativo riconosciuto con due crediti (2 cfp) dal Collegio

dei Geometri e dall’Ordine dei Periti Industriali di Belluno. Mentre domenica pomeriggio, sempre alle 15 nella nuova sala congressi al primo piano, il Centro per la Formazione e la Sicurezza di Belluno parlerà degli impianti elettrici nel recupero degli edifici rurali con un esemplare case history di ruralità off-grid. Ad intervenire il professor Pierantonio Gris e il direttore Igor Triches che spiegherà anche in cosa consiste il Sistema Casa&amp;Territorio 4.0 della Scuola edile di Sedico. Ricordiamo, infine che per chi si fermerà a ricaricare l’auto alle nuove colonnine elettriche, installate sulla strada adiacente alla fiera, avrà diritto a due pass di ingresso gratuito e potrà visitare Arredamont, mentre attende di fare il pieno. Ulteriori informazioni e dettagli sul programma e le modalità di accesso alla manifestazione sul sito www.arredamont.it